Progetto Listening2Paintings

Quando l’accessibilità è criterio fondamentale per la valutazione degli standard di qualità di un museo o di uno spazio culturale.

Siamo state all’evento conclusivo di “More Than Words – raccontare i Musei di Ateneo in Comunicazione Aumentativa Alternativa”, progetto di Terza Missione a cura del Centro di Ateneo per i Musei dell’Università degli Studi di Padova.
Il progetto ha attirato il nostro interesse, perché dedicato all’accessibilità del patrimonio museale universitario per persone con disabilità cognitiva, che sono state coinvolte attivamente in tutte le fasi della progettualità.
Tra le varie figure intercettate in questa occasione, abbiamo intervistato Nicola Orio e Daniel Zilio di Meeple s.r.l., spin off dell’Università degli Studi di Padova e partner di progetto.

Tempo di lettura stimato: 5 minuti

Nell’ambito di “More Than Word” ha riscosso molto successo l’esperienza di sonorizzazione delle immagini realizzata grazie alla vostra app Listening2Paintings. Raccontateci chi siete e di cosa vi occupate e il vostro ruolo all'interno del progetto.

Sono Daniel Zilio, ricercatore presso il Dipartimento dei Beni Culturali. Con Nicola e Andrea Micheletti abbiamo fondato Meeple srl, una Start-up e spin-off dell’Università degli Studi di Padova. Questa è nata con l’obiettivo di aumentare l’interesse verso la cultura, attraverso lo studio, la ricerca, la produzione e la commercializzazione di prodotti e servizi basati su tecnologie innovative, con un approccio incentrato sulla gamification.

Nicola ed io siamo entrambi, in modo differente, appassionati del mondo ludico. Sono appassionato di giochi da tavolo e faccio parte di un gruppo di accademici e persone che si occupano di giochi di ruolo, videogiochi, gamification e dello studio del gioco a livello sociale.
Il gioco è un elemento che teniamo molto in considerazione nella progettazione. Spesso quello che fanno i giochi è fornirci un compito, una difficoltà raggiungibile, cioè abbastanza complicata da essere coinvolgente, ma non troppo difficile da risultare impossibile.
Se entro in un museo e leggo un pannello esplicativo che adotta un linguaggio per bambini e lo mantiene per tutto il percorso, questo tipo di comunicazione risulterà troppo banale e mi annoierò. Se invece il linguaggio risulta troppo tecnico (cosa che accade frequentemente) mi sentirò incompetente, andrò in ansia e smetterò di leggere.

Se il pannello rispecchiasse un approccio da “mondo dei giochi” avrei un canale inizialmente più semplice e poi sempre più complicato, accompagnando la crescita di competenze del visitatore del museo con la complicità delle informazioni che sto fornendo.

Con Listening2Painting il setting è: il dipinto che ho davanti, il tablet dove scorro il dito e i suoni che farebbero gli oggetti raffigurati. Quindi sento una spada che viene sguainata, piuttosto con un cane che latra o un suono ambientale che mi dice dove sono.
Nel quadro c’è una famiglia nobile. Il capofamiglia è seduto su uno sgabello. Mi accorgo dello sgabello perchè cigola, però dopo scopro che la famiglia era molto amica del clero e il pittore aveva scelto quello sgabello per dare questo messaggio. Nella natura morta la scelta di mettere un insetto, piuttosto che non metterlo, dipingere una rana o una lucertola, ha tutto un suo significato.

Ogni ogni elemento dipinto non è casuale, ma ha una sua funzione e simbologia. Catturo l’attenzione del visitatore su un particolare e per prepararlo ad avere le informazioni di contesto. Quindi, una volta “agganciato” il visitatore posso creare una narrazione.

Una domanda provocatoria, che ci hanno spesso rivolto anche a noi: tutto questo lavoro per poche persone?

A questa domanda io rispondo con il racconto della macchina da scrivere.
Il primo brevetto per la macchina da scrivere in Italia è stato fatto da un ingegnere italiano, perché la figlia adolescente di un amico, diventata cieca, potesse scrivere lettere d’amore senza l’imbarazzo di dettarle a qualcuno. Vent’anni dopo è stata ri-brevettata da un’altra persona, ma era nata come ausilio per persone cieche.

Per me tutto ciò ha molto senso, perché solo chi non ha la possibilità di usare carta e penna dedicherà del tempo per imparare uno strumento nuovo, con tutte le difficoltà dell’epoca. Adesso la tastiera è uno strumento che usiamo tutti quanti noi.

Mi presento anch’io. Sono Nicola Orio, docente del corso di laurea triennale e magistrale in Progettazione e Gestione del Turismo culturale, quindi seguo delle tesi su disabilità, turismo e accesso al patrimonio culturale.

Provate a prenotare un albergo in una località casuale, su un qualsiasi sito di prenotazioni online, in bassa stagione e troverete molte stanze disponibili. Applicate a questa ricerca il “filtro accessibilità” e quelle disponibili saranno molte meno. Se poi si richiede una stanza dotata di informazioni e scritte in Braille, per esempio, le offerte si riducono a una struttura o nessuna.
Una struttura dovrebbe essere accessibile per tutti i generi di disabilità o necessità specifiche, però quelle che fanno lo sforzo di esserlo sono veramente pochissime. Eppure quando le persone con disabilità viaggiano, lo fanno spesso in due persone, se non più. Quindi per albergatori e affittacamere sarebbe un investimento vantaggioso anche economicamente.

Com’è nata l’App Listening2Painting?

(Risponde Nicola)

L’Applicazione è il risultato di un laboratorio fatto in Università durante il corso di informatica. L’App funziona per coordinate: capisce cosa c’è in una posizione sui pixel ed emette il suono. Era stato richiesto alla classe di scegliere un’opera e associare una descrizione che spiegasse il motivo della loro scelta.

I commenti che abbiamo ricevuto sono stati molto positivi, anche perché tutto questo è stato un esercizio per imparare il ridimensionamento di immagini e suoni previsto dal mio corso.
Con questa esperienza credo che abbiano imparato di più sia ad elaborare i suoni che le immagini rispetto agli altri corsi che ho tenuto negli anni passati.

More Than Words è stata un’esperienza collaborativa, che ha coinvolto competenze scientifiche, organizzative e gestionali di diverse realtà per immaginare nuove narrazioni del patrimonio museale e renderlo accessibile mettendo al centro i beneficiari stessi, rendendoli protagonisti attivi del cambiamento necessario.

Il progetto ha coinvolto:
Talents LAB,
Cooperativa Sociale l’Iride,
Comune di Padova – Assessorato alle Poliche Sociali,
ULSS 6 Euganea – Servizio Disabilità Adulti,
Meeple srl SpinOff dell’Università di Padova.

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